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Progetto "Il Buon Freddo"

 L’attrezzatura donata si chiama BLANKETROL III e serve a limitare i danni della grave asfissia perinatale.

La sofferenza fetale grave nel periodo immediatamente precedente e durante  il parto   può essere causa di mortalità  neonatale e di gravi danni neurologici permanenti. 
Sino a pochi anni fa era unicamente possibile la terapia sintomatica delle complicanze e quella di sostegno delle funzioni vitali. Recentemente è stato prima sperimentato e quindi introdotto nella pratica clinica un approccio terapeutico basato sull’induzione ed il mantenimento di una temperatura corporea al disotto dei valori normali  (ipotermia), circa quindi sui 33-35 gradi per 72 ore.
Il trattamento mediante ipotermia (sia del solo distretto cefalico che di tutto il corpo) è in grado di ridurre mortalità ed esiti neurologici nelle forme sia moderate che severe di encefalopatia ipossico-ischemica nei neonati a termine.
Poiché il danno cerebrale si realizza in due tempi (uno immediato e l’altro a decorrere dalla 6^ ora circa dall’evento ischemico o ipossico), uno dei fattori necessari per il successo di tale terapia è rappresentato dalla tempestività nella sua istituzione. 
Per tale motivo è importante che i centri di Terapia Intensiva Neonatale  siano dotati delle attrezzature più moderne per effettuare l’ipotermia e per i necessari monitoraggi dell’attività cerebrale (aEEG). La novità di questa apparecchiatura consiste nel fatto che, a differenza dell’Ice-Pack, attualmente usato nel nostro reparto, il Cooling permette un controllo costante della temperatura corporea, con simultanea rilevazione del tracciato elettroencefalografico
Per poter avere un’idea della dimensione del fenomeno occorre considerare che ogni anno si verificano da 2 ad 8 casi di encefalopatia ipossico-ischemica ogni 1000 nati, anche a fronte delle migliori cure ostetriche.
Ora nella provincia di Reggio Emilia ogni anno nascono circa 5.500 bambini. 
Considerando un’incidenza intermedia tra quelle riportate si può stimare che circa 25 soffranno di una encefalopatia ipossico-ischemica. 
Questa sarà grave approssimativamente nel 30% dei casi;  di questi una parte  potrà andare incontro ad  esiti gravi permanenti oppure al decesso.  
Ogni anno con il trattamento ipotermico, con i livelli di efficacia attualmente dimostrati dal trattamento,  si potrebbe aumentare la probabilità di sopravvivenza  evitando danni neurologici gravi a 4-5 neonati. 
Questi risultati sono estremamente rilevanti se si considera la scarsa o nulla efficacia delle  altre terapie nel limitare tali drammatiche conseguenze.
 

 
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